PIANO SANITARIO REGIONALE 2008-2010
UN SISTEMA DI GARANZIE PER LA SALUTE
Piano Sanitario Regionale 2008-2010
Il 4 marzo il Consiglio Regionale ha approvato il nuovo Piano Sanitario Regionale 2008-2010.
Il documento approvato è frutto di un lavoro intenso svolto congiuntamente con molti professionisti del SSR e con una profonda sinergia tra l’Agenzia Sanitaria, l’Assessorato e la Va Commissione Consiliare. Rappresenta di fatto la chiusura di un ciclo di programmazione che si è snodato nel corso degli ultimi due anni:
• LEGGE REGIONALE 23 GIUGNO 2006, n. 20: Misure per il settore sanità relative al funzionamento delle strutture sanitarie ed all'utilizzo appropriato dei regimi assistenziali del macrolivello ospedaliero e territoriale e per la loro regolazione. (comprende la Regolamentazione Day Hospital, Day Surgery e Day Service-PAC)
• DELIBERAZIONE 13 MARZO 2007, n. 224: Approvazione dell’Accordo tra il Ministro della Salute, il Ministro dell’Economia e delle Finanze e la Regione Abruzzo per l’approvazione del Piano di Rientro di Individuazione degli Interventi per il perseguimento dell’equilibrio economico ai sensi dell’art. 1 comma 180, della Legge 30.12.2004 n. 311. (comprende il nuovo sistema delle Cure Domiciliari)
• LEGGE REGIONALE 5 APRILE 2007, n. 6: Linee guida per la redazione del PIANO SANITARIO REGIONALE 2007-2009: UN SISTEMA DI GARANZIE PER LA SALUTE E PIANO DI RIORDINO DELLA RETE OSPEDALIERA
• LEGGE REGIONALE 31 LUGLIO 2007, n. 32: Norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private.
I principi e i valori ispiratori del PSR, finalizzato a corrispondere all’art. 32 della Costituzione, sono stati:
• La salute come diritto da promuovere e tutelare e non bene da negoziare.
• L’equità e l’universalismo intesi come pari opportunità di accesso e fruizione dei servizi sanitari da parte di tutti i cittadini presenti a qualunque titolo sul territorio regionale, tenendo conto delle specificità territoriali delle aree svantaggiate e montane
• La solidarietà come valore espresso dalla storia del nostro paese vengono riaffermati come assi di riferimento fondamentali dell’azione delle politiche regionali.
• Centralità del territorio. Il territorio nelle sue comunità politiche, organizzative e gestionali, costituisce il centro del sistema anche nell'ottica della molteplicità dei soggetti "produttori di salute".
• Approccio integrato. Gli obiettivi di salute si perseguono con un efficace ed efficiente servizio pubblico e con l’apporto integrato di tutti i soggetti pubblici e privati, con particolare attenzione all’impresa non-profit; la sanità si integra con gli altri livelli istituzionali sulla base di obiettivi di salute.
• Partecipazione. I cittadini/e non sono oggetti, ma soggetti delle decisioni in tema di salute. Perché la loro partecipazione sia sostanziale, è necessario promuovere lo sviluppo della loro competenza per una scelta libera e consapevole dei comportamenti, dei servizi e delle cure.
La logica di fondo è quella che viene tradotta nel sottotitolo del PSR: Un sistema di garanzie per la salute.
Un sistema di garanzie significa rendere conto dei risultati e delle risorse utilizzate a tutti i portatori d’interesse del sistema assistenziale: ai cittadini e ai pazienti; alla comunità e le sue espressioni organizzate; agli operatori sanitari; ai privati erogatori di servizi sanitari, ai fornitori di beni, al mondo della comunicazione e informazione.
Il Piano fonda la propria filosofia sulla:
• Non cristallizzazione di modelli organizzativi ed operativi che devono invece rimanere flessibili e prontamente adattabili alla continua evoluzione della domanda, dell’innovazione tecnologica e della operatività dei professionisti;
• Valorizzazione delle progettualità aziendali e locali all’interno di strategie e regole certe;
• Programmazione continua che si rende possibile a partire dalle sperimentazioni locali che potranno mettere a disposizione del sistema le pratiche che avranno garantito i migliori risultati evidenziati da un sistema di valutazione di qualità ed economica, per stimolare le organizzazioni al miglioramento continuo delle loro performance;
• Intervento sui modelli organizzativi, indicando la direzione dei cambiamenti e come attuare tali cambiamenti;
• ri/orientamento dei modelli produttivi, passando da una logica settoriale e a bassa integrazione a modelli centrati sui processi di assistenza, che vengono composti a partire dai bisogni dei cittadini offrendo loro la risposta ottimale nei regimi di assistenza più appropriati;
• valorizzazione delle risorse umane delle nostre organizzazioni, come unica strategia per far scaturire nuove energie, attualmente disilluse, di pronto utilizzo.
Gli obiettivi strategici da perseguire con la riorganizzazione dei macrolivelli assistenziali sono stati:
• il potenziamento dell’offerta dei servizi territoriali da realizzarsi attraverso il progressivo spostamento di risorse economico-finanziarie dal macrolivello ospedaliero e con la riorganizzazione dell’assetto distrettuale;
• la ridefinizione dell’offerta ospedaliera orientata all’appropriata e tecnologicamente avanzata assistenza al paziente acuto e alla garanzia delle situazioni di emergenza- urgenza;
• il potenziamento dei servizi e degli interventi di prevenzione individuale e collettiva;
• la valorizzazione dell’intero sistema delle cure primarie, anche attraverso la promozione delle forme evolute di associazionismo medico (Unità Territoriali di Assistenza Primaria (di seguito UTAP), ecc.);
• la sostenibilità economica del sistema a garanzia dei livelli essenziali di assistenza, attraverso una forte politica di responsabilizzazione dei generatori di spesa e una incisiva lotta agli sprechi.
L’obiettivo sotteso alle nymerose azioni previste dal Piano, è di mettere al centro dei nostri programmi i cittadini, nella convinzione che le loro necessità siano la nostra bussola e che il nostro compito sia realizzare un sistema di salute funzionale ai loro bisogni. Quello della centralità dell’utente è un concetto sempre presente nella politica sanitaria che però rischia di essere solo una enunciazione demagogica, perché in molti casi si è rivelato una scatola vuota, se non tradotta in azioni concrete e verificabili. Nel Piano vengono introdotte logiche e strumenti innovativi per l’Abruzzo:
• le reti assistenziali che, attraverso il modello Hub e Spoke, integrano le professionalità, gli approcci clinici, e la razionalizzazione delle risorse per garantire al paziente la necessaria continuità assistenziale con un sistema di servizi che ruota intorno ai percorsi assistenziali del paziente;
• il governo clinico, che affida, in modo congiunto, ai professionisti e alle organizzazioni, la responsabilità di definire, manutenere e verificare standard assistenziali basati sull’EBM e sulla realizzazione degli audit clinici, attraverso la revisione sistematica della documentazione clinica e il monitoraggio degli indicatori di qualità dell’assistenza.
Si tratta di strumenti ai quali si accompagnano, ai fini della qualità, l’introduzione della Balanced scorecard, il sistema di monitoraggio, e del sistema Co.Di. (Controllo Direzionale) che utilizza obiettivi e analisi e verifica dei risultati.
La centralità del cittadino si esprime anche attraverso altri strumenti (Carta dei Servizi, Audit Civico, partecipazione nel sistema di accreditamento, Osservatorio delle Disuguaglianze ecc) onde assicurare un loro ruolo attivo alla programmazione e valutazione dei servizi erogati.
L’altro elemento centrale del PSR è il potenziamento e la diversificazione dell’offerta sanitaria territoriale quale traduzione operativa del principio di equità e universalità dell’accesso ai servizi sanitari. Il sistema territoriale prevede:
• la riprogettazione del sistema distrettuale (da 77 a 25 distretti) con la loro coincidenza con gli ambiti sociali;
• la riarticolazione del sistema delle cure primarie (MMG e PlS) con un ruolo attivo e sinergico nella gestione dei problemi d base dei pazienti;
• il potenziamento dell’assistenza domiciliare articolata sui tre livelli previsti dai nuovi LEA;
• il potenziamento (+ 1680 pl) della residenzialità e semiresidenzialtà per anziani non autosufficienti, e la loro profonda rimodulazione per quanto attiene le disabilità fisiche e psichiche.
L’accesso alle prestazioni residenziali, fino ad oggi non disciplinato, verrà governato dalle Unità di Valutazione Multidimensionali per garantire l’appropriatezza di utilizzo dei diversi regimi assistenziali. Sempre a livello territoriale, per contrastare il disorientamento del cittadino nell’accesso ai servizi, vengono istituti Punti Unici di Accesso, luogo cruciale per avviare una concreta politica di integrazione gestionale e professionale socio-sanitaria. Vengono potenziati inoltre i sistemi territoriali legati alla gestione del dolore cronico.
Viene inoltre potenziato il sistema di prevenzione dei luoghi di lavoro con destinazioni vincolata del 20% del fondo destinato al macrolivello prevenzione collettiva.
La rete ospedaliera, che fino ad ora ha vicariato alle carenze del territorio, diventa il luogo elettivo dell’emergenza-urgenza, della gestione dell’acuzie, della concentrazione degli specialismi e delle alte tecnologie, sviluppando sempre più i regimi assistenziali innovativi: Day Hospital, Day Surgery, Day Service.
Cambia anche il rapporto strategico con il privato accreditato, che si trasforma da soggetto che ha, fino ad oggi, governato autonomamente la propria offerta assistenziale a soggetto fortemente integrato con il settore pubblico nell’ottica di una partnership basata su rapporti contrattuali che fissano quantità e qualità dei servizi da acquistare, all’interno di regole trasparenti e verificabili, nell’ottica della complementarietà all’azione pubblica e all’appropriatezza delle prestazioni.
La verifica dell’impianto progettuale, la sua corrispondenza ai bisogni di salute della popolazione e la sostenibilità economica rispetto agli impegni assunti con il Governo attraverso il Piano di rientro, verranno assicurate dalle attività di Controllo Direzionale da parte della Direzione Sanità e dell’ASR-Abruzzo e dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale dell’ASR-Abruzzo.
Prof. Francesco Di Stanislao
Direttore ASR-Abruzzo
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